Spigolature di versi da poeti di tutto il mondo

mercoledì 20 maggio 2009

Uno scoppio d'iris

Uno scoppio d’iris così
scesi per la
colazione

esplorammo tutte le
stanze in cerca
di
quel profumo dolcissimo e da
prima non riuscimmo a
scoprirne la
sorgente poi un azzurro come
di mare ci
colse
in sussulto improvviso di tra
gli squillanti
petali.






martedì 19 maggio 2009

Stella io sia


E come stella viva
là in alto, in alto

E che di me
contando le stelle uno dica:
quella è la mia stella.


Josip Pupačić (poeta croato, 1928 - 1971)

mercoledì 13 maggio 2009

Nella moltitudine

Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.

In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido,
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.

Nel guardaroba della natura
c'è un mucchio di costumi:
ragno, gabbiano, topo di campagna.
Ognuno va subito a pennello
ed è portato docilmente
finché si consuma.

Anch'io non ho scelto
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d'un formicaio, branco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.

Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.

Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.

Un filo d'erba calpestato
nel corso di incomprensibili eventi.

Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.

E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?

Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?

La sorte, finora,
mi è stata benigna.

Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.

Poteva essermi tolta
l'inclinazione a confrontare.

Potevo essere me stessa - ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.

Wislawa Szymborska - Bnin 1923




Giacca nera

La tristezza non è tristezza
è felicità in giacca nera

La morte non è morte
è vita che si è tuffata da un'alta scogliera

Le lacrime non sono lacrime
sono palline di ilarità
immerse nel sale


lunedì 11 maggio 2009

Ci abituiamo al buio
quando la luce è spenta;
dopo che la vicina ha retto il lume
che è testimone del suo addio,

per un momento ci muoviamo incerti
perché la notte ci rimane nuova,
ma poi la vista si adatta alla tenebra
e affrontiamo la strada a testa alta.

Così avviene con tenebre più vaste -
quelle notti dell'anima
in cui nessuna luna ci fa segno,
nessuna stella interiore si mostra.

Anche il più coraggioso prima brancola
un po', talvolta urta contro un albero,
ci batte proprio la fronte;
ma, imparando a vedere,

o si altera la tenebra
o in qualche modo si abitua la vista
alla notte profonda,
e la vita cammina quasi dritta.


mercoledì 6 maggio 2009

Il mio primo amore

Il primo mio amore il primo mio amore
erano due.
Perché lui aveva un gemello
e io amavo anche quello.
Il primo mio amore erano due uguali
ma uno più allegro dell'altro
e l'altro più serio a guardarmi
vicina al fratello.
Alla finestra di sera stavo sempre con quello
ma il primo mio amore il primo mio amore
erano due: lui e suo fratello gemello.


Vivian Lamarque - Tesero (TN) 1946

Poesia illegittima

Quella sera che ho fatto l'amore
mentale con te
non sono stata prudente
dopo un po' mi si è gonfiata la mente
sappi che due notti fa
con dolorose doglie
mi è nata una poesia illegittima
porterà solo il mio nome
ma ha la tua aria straniera ti somiglia
mentre non sospetti niente di niente
sappi che ti è nata una figlia.


Vivian Lamarque - Tesero (TN) 1946

martedì 5 maggio 2009

Al sole

E' più bello della notabile luna con la sua nobile luce,
Più bello delle stelle, celebri decorazioni della notte,
Molto più bello dell'infuocato passaggio di una cometa
E designato a una bellezza maggiore di quella di tutti gli altri astri,
Il sole, da cui dipende ogni giorno della mia e della tua vita.

Bel sole che sorge, senza mai dimenticare il suo compito,
E che si spegne, magnifico in estate, mentre il giorno
Svapora sulle coste e le vele scorrono sul tuo occhio,
Debolmente riflesse, e ti senti stanco e la vista si accorcia.
Senza il sole anche l'arte si rimette il velo,
Tu non mi appari più, e la spiaggia e il mare,
Fustigati da ombre, sfuggono sotto la mia palpebra.
Bella luce, che ci tiene caldi, ci protegge e fa sì, fantasticamente,
Che io possa di nuovo vederti e rivederti!
Non c'è niente di più bello sotto il sole che stare sotto il sole...
Niente è più bello che vedere il bastone sott'acqua e l'uccello sopra,
A ponderare sul suo volo, e tutti i banchi di pesci,
Così ricchi di forme e colori, venuti al mondo con un'emissione di luce,
E osservare i paraggi, i solchi sui campi, la varietà del paesaggio
E il vestito che hai indossato. Il tuo vestito a campana, azzurro!
Il bell'azzurro in cui i pavoni passeggiano e si inchinano,
L'azzurro delle lontananze, delle zone felici e del mutevole tempo del mio sentimento,
Un'azzurra casualità all'orizzonte! E i miei occhi rapiti
tornano a dilatarsi e ammiccano e mi bruciano da morire.
Bel sole, che si merita persino l'ammirazione della polvere,
E per questo io, non per via della luna e delle stelle, e non
Perché la notte si fa vanto delle comete credendo di adescarmi,
Bensì per lui, presto, con decisione e con tutte le mie energie,
Sporgerò querela per l'ineluttabile perdita della mia vista.

lunedì 4 maggio 2009


Trova il tempo di riflettere, è la fonte della forza.
Trova il tempo di giocare, è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere, è la base del sapere.
Trova il tempo d’ esser gentile, è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare, è il sentiero che porta alle stelle.
Trova il tempo d’esser contento, è la musica dell’anima.


Ballata irlandese


Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini (Milano, 1931)