Ma nell’aldilà
nessuno nessuno ci separerà:
saremo due gocce di pioggia uguali
o saremo due moscerini con le ali
saremo due lumachine lente liete
o due puntini splendenti di stelle comete
saremo due granelli di terra rotondi
o saremo due insettini vagabondi
uno davanti l’altra dietro
cammineremo cammineremo
circumnavigheremo il vetro
della finestra chiusa ma se aperta
via via per l’alto del cielo punteremo
di tanto in tanto Lei si girerà
controllerà che anche io ci sia
ci sarò ci sarò anima mia.
Vivian Lamarque
LE POESIE DI GI
Spigolature di versi da poeti di tutto il mondo
lunedì 8 febbraio 2010
A vacanza conclusa
A vacanza conclusa dal treno vedere
chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna
la loro vacanza non è ancora finita:
sarà così sarà così lasciare la vita?
P.S.: Siamo poeti
vogliateci bene da vivi di più
da morti di meno
che tanto non lo sapremo.
Vivian Lamarque
chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna
la loro vacanza non è ancora finita:
sarà così sarà così lasciare la vita?
P.S.: Siamo poeti
vogliateci bene da vivi di più
da morti di meno
che tanto non lo sapremo.
Vivian Lamarque
La signora dei baci
Una signora voleva tanto dargli dei baci
non dico tanti, anche solo sette otto
(mila). Invece era proibito perciò non glieli dava.
Se però non fosse stato proibito glieli avrebbe dati tutti
dal primo all'ultimo.
A cosa servono i baci se non si danno?
Vivian Lamarque
non dico tanti, anche solo sette otto
(mila). Invece era proibito perciò non glieli dava.
Se però non fosse stato proibito glieli avrebbe dati tutti
dal primo all'ultimo.
A cosa servono i baci se non si danno?
Vivian Lamarque
martedì 17 novembre 2009
Alberi
Un tempo gli alberi avevano occhi,
posso giurarlo,
so di certo
che vedevo quando ero albero,
questo non lo ricordo più.
Invano ora cerco gli occhi degli alberi.
Forse non li vedo
perché albero non sono più,
o forse sono scivolati lungo le radici
nella terra,
o forse,
chissà,
posso giurarlo,
so di certo
che vedevo quando ero albero,
ricordo che mi stupivano
le strane ali degli uccelli
che mi sfrecciavano davanti,
ma se gli uccelli sospettassero
i miei occhi,questo non lo ricordo più.
Invano ora cerco gli occhi degli alberi.
Forse non li vedo
perché albero non sono più,
o forse sono scivolati lungo le radici
nella terra,
o forse,
chissà,
solo a me m'era parso
e gli alberi sono ciechi da sempre...
Ma allora perché
quando mi avvicino
sento che
mi seguono con gli sguardi,
in un modo che conosco,
perché, quando stormiscono e occhieggiano
con le loro mille palpebre,
ho voglia di gridare -
Cosa avete visto?...
Ana Blandiana, pseudonimo di Otilia Valeria Coman (Timisoara, 1942) è una poetessa romena sostenitrice dei diritti civili in Romania
The Wind - Chi ha visto il vento?
Who has seen the wind? Chi ha visto il vento?
Neither I nor you; né io né te;
But when the leaves hang trembling ma quando le foglie tremano
The wind is passing through. è il vento che le attraversa.
Who has seen the wind? Chi ha visto il vento?
Neither you nor I; né tu né io;
But when the trees bow down their heads ma quando gli alberi piegano la testa
The wind is passing by. è il vento che passa.
Christina Rossetti (Londra 1830-1894)
Neither I nor you; né io né te;
But when the leaves hang trembling ma quando le foglie tremano
The wind is passing through. è il vento che le attraversa.
Who has seen the wind? Chi ha visto il vento?
Neither you nor I; né tu né io;
But when the trees bow down their heads ma quando gli alberi piegano la testa
The wind is passing by. è il vento che passa.
Christina Rossetti (Londra 1830-1894)
martedì 10 novembre 2009
Libertà
Ascolto in silenzio
il muto canto
dell'erba
che dondola l'anima al vento
disprezzando le vanità
e le ricchezze vane;
adoro i sospiri degli abeti
che s'infrangono nei gelidi turbini;
amo gli umili pianti del salice
che non si sciolgono alle carezze della neve.
Adoro le solitarie danze del castagno
che trema le palmipedi foglie
come mani al cielo;
adoro il sole che non si maschera per apparire;
la luna che non si trucca per ingannare.
Amo la nudità e il soave profumo
dell'eterna libertà.
Alexian Santino Spinelli
venerdì 23 ottobre 2009
Piccoli sogni
e cala la notte,
le luci sulla strada sono come i sogni,
si avvicinano adagio e quando arrivano
tornano ad andarsene.
Nella cabina c’è il poster della ragazza di Playboy,
lei lo guarda fisso, non lo lascia dormire,
lui sa che queste non sono grandi cose,
ma sono i suoi sogni,
quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.
Lei ha appeso una foto mia sopra il letto,
io so che a suo padre non piace, ma resto lì,
crocifisso sulla parete senza poter far nulla,
mi limito a guardarla fisso quando va a dormire.
Lei sa molto bene che queste non sono le grandi cose,
ma sono i suoi sogni,
quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.
Mia madre metteva fiori alla foto di papà
e lo guardava fissamente prima di dormire,
lei sapeva che quelle non erano grandi cose,
ma era il suo sogno,
quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.
Ho un cappello, una paio di stivali, il mio amore e la mia chitarra,
lei mi guarda fisso e non voglio dormire,
so che non sono grandi cose, ma sono i miei sogni,
E così mi perdo camminando
quando cala la notte,
le luci della strada sono come i sogni,
si avvicinano lentamente e quando arrivano ritornano via
sono i piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere,
aiutano a vivere.
Carlos Varela (l'Avana - 1963)
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